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“Noi siamo saggi” è proprio la prima virtù che recitano i nostri piccoli studenti di arti marziali, e non a caso è la prima.
In sole tre parole recitate insieme ai propri fratelli di Kung Fu all’unisono questi giovani
combattenti esprimono molto più di quanto un genitore possa immaginare quando porta suo figlio ad iscriversi ad un corso di arti marziali.
Pensare ad un saggio di solito scatena nella mente l’immagine di un anziano pluricentenario dalla
folta barba grigia che dispensa consigli ai giovani inesperti.
Ma da quando essere saggi è un sinonimo di anziano?
Il vostro dizionario vi suggerirà che essere saggi significa essere persone accorte e sapienti, dotati di prudenza ed esperienza, ma se il significato di un concetto così importante fosse descrivibile in soli quattro aggettivi, allora come può un bambino essere un saggio?
Ebbene la saggezza non è un valore numericamente esprimibile, non si diventa saggi raggiunta una  determinata quantità di esperienza o sommando gli eventi significativi della nostra vita.
Essere saggi significa affrontare la vita e le sue difficoltà come se stessimo studiando, facendo dono
di ogni dettaglio e ogni situazione, facendone una lezione di vita; significa anche sapere, consapevoli del fatto di non sapere tutto e di non poter controllare tutto.
Ma secondo me la prima cosa che un bambino deve capire fin da subito per imboccare il sentiero
della saggezza è che nella vita occorre avere la serenità di accettare le cose che non si possono
cambiare, il coraggio di farlo ove ce ne sia la possibilità e l’ intelligenza di distinguerne la
differenza.
La via del saggio è agire, ma non competere
Lao Tze

Stefano Sciurti