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Kung Fu o Wu shu, che differenza c’è tra questi due termini? Sicuramente ad alcuni queste due parole non giungono nuove, ma cosa indicano realmente?
La parola Kung fu è l’equivalente dei termini cinesi gong 功 “lavoro” e fu 夫, “abilità”, “destrezza”, essa indica dunque una particolare maestria raggiunta attraverso un grande e costante impegno. Il termine non fa quindi necessariamente riferimento al contesto marziale, ma indica un concetto più ampio: anche l’attività di un pittore, di un musicista o di un semplice artigiano potrebbero essere identificate come Kung Fu, in quanto l’eccellenza della loro opera è raggiungibile soltanto attraverso l’affinamento della tecnica, dunque soltanto attraverso il “duro lavoro”.  Non solo, anche le qualità morali e il comportamento che ognuno di noi assume nei confronti del prossimo, se nobile e ammirevole, può essere qualificato dal termine Kung fu: “Il Kung Fu vive in tutto quello che facciamo, vive nel modo in cui mangiamo e respiriamo,  nel modo in cui ci comportiamo, nel modo in cui trattiamo la natura e le persone”. Anche se in  occidente, il termine è convenzionalmente usato per indicare l’insieme delle arti marziali cinesi,  non dobbiamo però dimenticare il suo significato originario: pur non essendo sinonimo di arte marziale, dunque,  il termine Kung fu (gong fu 功夫) lo è divenuto per estensione, in quanto il “raggiungimento dell’abilità” (xia gong fu 下功夫) è l’obiettivo ultimo e irrinunciabile della pratica dell’arte marziale.

Il termine che designa specificatamente l’arte marziale cinese è invece Wu shu 武术. Esso è infatti formato dalla sillaba Wu 武, traducibile con il sostantivo “guerra” o con l’aggettivo “marziale” e da shu  术, il cui significato è quello di “arte” “metodo” o “tecnica”. Anche Wu Shu nell’accezione occidentale è spesso usato con un’estensione di significato più ristretta di quella originaria: esso, infatti, è  spesso utilizzato per indicare l’arte marziale cinese moderna e da competizione, caratterizzata da Taolu o “forme” (sequenze di movimenti codificate e concatenate) molto ginniche e spettacolari, le quali, però,  spesso mancano di vera “marzialità” avvicinandosi più alla ginnastica acrobatica che alla vera e propria scienza del combattimento. Eccone un tipico esempio

Nei nostri corsi è invece affrontato lo studio del Wu Shu tradizionale, definito in cinese come chuantong wushu (傳統武術).

Se si intende designare in maniera corretta e completa l’arte marziale cinese, è opportuno utilizzare l’unione dei due termini “Wu Shu Kung Fu”, esprimendo così un concetto traducibile con “lavoro abile o maestria nell’arte marziale”, e indicando l’indivisibilità dello studio marziale dalla coltivazione delle qualità morali e dal miglioramento dell’individuo nella sua totalità.