Da allievo a discepolo

IL GONG FU DEL GRAN MAESTRO YANG LIN SHENG

La mia esperienza da allievo a discepolo

Milano, 30/05/2017

1949. Cina. Nasceva il Maestro Yang Lin Sheng, personaggio dall’incredibile ricchezza culturale e tecnica. Dapprima allievo di famosi Maestri come Li Zhong Zhi e Guo Pei Yun e in seguito esperto praticante degli stili esterni e interni, quali: Shaolin Quan, Yi Quan, Xing Yi Quan, Ba Gua Zhang, Tai Chi Chen e Tong Bei Quan.
La sua scuola ha la caratteristica, e gode quindi di fama, in quanto si fonda sulla pratica integrata di diversi stili tradizionali, a partire dai fondamentali di Xing Yi Quan, Tai Chi Quan (Chen e Yang), Ba Gua Zhang, Tong Bei Quan, Shaolin Quan. Questi stili confluiscono poi spontaneamente nel metodo di sintesi dell’Yi Quan. Gli stili sono contraddistinti da metodi e programmi strutturati in modo tale da seguire l’inclinazione del praticante.

La mia esperienza in A.S.K.T. inizia nel 2008, ma torniamo indietro per un attimo. Vengo a conoscenza dell’esistenza del Maestro Yang Lin Sheng attraverso un amico di Gong Fu con cui mi confrontavo. Costui, era uno degli allievi più vicini al Maestro e la sua capacità mi stupì molto, tanto da portarmi ad avvicinarmi al Maestro Yang.

Da allora, ho trascorso dieci anni a praticare con il Maestro, che in un primo momento decise di accettarmi come un allievo generico e in seguito – vista la mia determinazione nell’intraprendere una profonda ricerca all’interno dell’arte marziale – di tramandarmi in modo più accurato il suo sapere.

Nel maggio 2017 ho fatto ritorno in Cina per la settima volta per continuare il percorso di studi intrapreso e con mia sorpresa e gratitudine vengo a conoscenza pochi giorni prima della partenza della volontà, da parte del Maestro, di sottoporre me e il mio fratello di Gong Fu Gennaro Cosentino, alla cerimonia di successione.

La Cerimonia Tradizionale, detta Baishi in cinese, è avvenuta l’11 maggio 2017. In preparazione a ciò io e miei fratelli di Gong Fu ci siamo sottoposti a degli intensi allenamenti di Yi Quan, Tai Chi Chen e Tui Shou per circa 5-6 ore al giorno.

Al mattino ci siamo recati presso una grande e lussuosa villa adibita per l’evento. Appena arrivati noi tutti canditati alla cerimonia, allievi cinesi e italiani, abbiamo trascorso del tempo insieme in un giardino poco fuori dalla sala. Tutto mentre i Maestri venivano accolti all’interno della sala degustando del tè, consuetudine della tradizione cinese.

Quest’anno, a differenza degli altri anni, ho percepito fin dal primo giorno una particolare atmosfera legata alla preparazione della Cerimonia. Per un allievo, questo evento rappresenta la massima espressione di veridicità e fiducia nel rapporto tra discepolo, Tudì in cinese, e Maestro/Mentore, Shifu.

Una volta entrati all’interno della sala cerimoniale l’emozione ha iniziato a crescere alla vista dell’altare con la foto del Maestro Guo Pei Yun, delle decorazioni floreali e per via del profumo degli incensi. Alcuni cameraman professionisti erano pronti a riprendere l’intera scena.

altare cerimonio baishi

Dopo un breve discorso di apertura da parte degli allievi più anziani, ha avuto luogo la cerimonia. Tutti noi allievi cerimonianti (otto in totale), ci siamo schierati a lato dell’altare aspettando la nostra convocazione al centro, davanti al Maestro Yang e alla Maestra Liu, moglie del Maestro.

cerimonia baishi

Partecipare a questa cerimonia è stato per me un privilegio e fonte di immensa riconoscenza. L’atto cerimoniale ha suscitato in me delle riflessioni che mi hanno reso ancor più consapevole dell’importanza dell’evento. Questo, rappresenta l’entrata all’interno di una genealogia marziale di immenso valore culturale, che vede le sue origini diversi secoli prima del mio arrivo. Chi riceve questo passaggio di testimone porta con sé la grande responsabilità di continuare a tramandare il lavoro compiuto in passato da grandi Maestri, e, soprattutto, di proseguire il percorso intrapreso con maggiore impegno.

Descrivere nella sua complessità tutto ciò che ho vissuto in questi anni, coronato con la cerimonia di quest’anno, è difficile, se non impossibile. Ciò che posso tentare di esprimere a parole è la profonda soddisfazione che dà far parte della scuola del Maestro, poiché significa avere un’opportunità di crescita continua e di evoluzione, nell’arte marziale, ma anche nella vita. Il suo contributo è stato quello di indicarmi la strada da seguire, insieme a due compagni fondamentali: impegno e perseveranza.

 

Marco Gamuzza